Non abbiamo dimenticato nel nostro giro delle strutture ospedaliere il comune di Narni.
I risultati di una recente indagine dell’Agenzia Nazionale dei servizi sanitari ha collocato, tra i gradini più alti, il presidio di Narni, “con una media di 9.5 su 10 ed una media regionale che si attesta al 8,5, risulta la prima struttura in Umbria per livello di umanizzazione, accoglienza, accesso alle informazioni, relazioni con il paziente e vivibilità”

La struttura necessita di adeguamenti strutturali ed i reparti ancora attivi sono diversi, tra cui geriatria, ortopedia, pronto soccorso e medicina generale.
La vera eccellenza di Narni era il punto nascite, vincitore di diversi premi, con grande afflusso di persone e bassa mortalità infantile.
I numeri delle nascite si aggiravano intorno ai 500 l’anno, si parla al passato dato che è stato depotenziato fino a chiuderlo definitivamente.

La domanda sorge spontanea: perché il reparto di Narni (vincitore del fiocco rosa) è stato chiuso e la nostra “cattedrale nel deserto” di Pantalla con meno di 300 parti l’anno resta attivo?
Dovrei dedurre che anche sull’apertura e la chiusura dei reparti esistono ragioni politiche?
Sono stanca di girare e vedere lunghe code per degli esami medici, reparti stracolmi di pazienti in una struttura e completamente vuoti in un’altra.
Sono stanca di vedere fogli di carta che elencano numeri, come fossimo codici a barra, stiamo parlando di persone, amici e familiari.

NON SIAMO NUMERI, SIAMO PERSONE
FUORI LA POLITICA DALLA SANITA’