Ieri mattina sono andata a trovare un bambino (che per la privacy chiamerò Marco) gravemente disabile, di soli nove anni, in compagnia di un avvocato.
La sua famiglia, lamenta la mancanza delle prestazioni necessarie da parte dell’Asl competente. Purtroppo il 5 Novembre gli è stato notificato un nuovo piano terapeutico, in cui gli sono state tolte ulteriori prestazioni.

Piano terapeutico costruito sulla disponibilità degli specialisti nelle asl e non sulle necessità del bambino.
Questa famiglia, come tante altre, ogni giorno sceglie di combattere per il futuro dei propri figli, sceglie di non arrendersi mai e non adattarsi, in silenzio, alle ingiustizie. Tutti noi ogni giorno facciamo delle scelte: ho scelto anche io di entrare in politica e di combattere le mie battaglie. Quella sulla sanità è per me una delle più grandi e questa storia ne è la dimostrazione.


Ho scelto di non basare le mie guerre pacifiche sui bacini di voti ma di chiamare per nome chi è stato sempre visto come un numero.

Ho scelto di alzare la testa, quando ero pronta, preparata, con carte alla mano e incazzarmi con chi di dovere, alzando la voce, solo perché un bimbo come Marco e tanti altri sono stati la mia torcia nel buio.
#IOVADOAVANTI