Un vecchio casale, un terreno ancora non pagato, cucce inesistenti e una parte sanitaria non prevista.
Queste sono solo alcune delle criticità riscontrate al quasi canile San Crispino di Narni.
Con il mio collega Andrea Liberati ed il consigliere comunale Luca Tramini siamo andati a visitare questa struttura “in fase di completamento”, che dovrebbe ospitare i cani del comune di Narni e abbattere il randagismo.

La Regione Umbria nel 1998 finanziò 330 milioni di lire per la costruzione di un canile, sia sanitario che rifugio ma a distanza di 20 anni, una minima parte inizia a vedere la luce.
Ricordo che al momento i randagi si trovano in un canile privato (Dog Paradise), che il comune di Narni paga per ospitare e “facilitare” l’adozione.
All’interno del Dog Paradise c’è anche una parte adibita a canile sanitario, dal primo Luglio ospita anche i cani provenienti da altri comuni, essendo l’unico canile sanitario autorizzato dall’AslUmbria2.

Perché non esiste una struttura sanitaria nel progetto di San Crispino se i fondi che rilasciò la Regione erano destinati ad entrambe le strutture?
Perché a distanza di 20 anni dal rilascio di fondi regionali è ancora in fase di costruzione, continuando a pagare un privato?
Mi preme precisare che nel nuovo Testo Unico la dicitura è “benessere degli animali d’affezione”, la parola benessere dovrebbe a mio avviso, essere messa SEMPRE al primo posto e si intende, ovviamente, riferito agli animali d’affezione e non agli imprenditori di primo ordine.