Oggi l’Assemblea legislativa ha approvato su proposta della Giunta la legge in materia di “amministrazione, gestione e valorizzazione beni immobili regionali”.
Ci siamo astenuti su quasi tutto il testo, che a nostro avviso lascia alla Giunta un potere quasi assoluto nel gestire il patrimonio dei cittadini.
Tra gli articoli su cui abbiamo espresso voto contrario spicca quello che consente alla Giunta di “sottoscrivere quote di fondi immobiliari chiusi … mediante apporto di beni immobili e di diritti reali su immobili suscettibili di valorizzazione e di proficua gestione economica” dandone semplice comunicazione all’Assemblea.
Eppure la Regione Umbria già si è dissanguata in passato con questo tipo di strumento finanziaro: il Fondo Monteluce.

Grida ancora vendetta la DGR 1573/2009 in cui l’ex assessore Riommi proponeva che la Regione acquistasse le quote che appartenevano a Banca Nomura al prezzo di 142.000 euro ciascuna, profetizzando nel testo che “dalle percezioni e dai riscontri attuali di mercato è ragionevole supporre che il prezzo espresso collocherebbe il valore della singola quota a livelli che oscillano da non meno di 173.000 a 180.000 euro, la Regione potrebbe, con ponderata certezza, conseguire un’ulteriore incasso di circa 10 milioni di euro”.

Non è chiaro su cosa basasse la propria “ponderata certezza” visto che da oltre un anno era scoppiata la crisi dei mutui subprime con conseguente crollo mondiale del mercato immobiliare.
Oggi il valore delle quote è quasi azzerato. L’unica ad averci guadagnato è stata Banca Nomura che se ne è liberata appena in tempo.
Non sono bastati milioni di euro bruciati, infiltrazioni d’acqua, immobili invenduti, terreni contaminati e il cantiere ancora da ultimare.

La Regione si prepara ad altre partite a Monopoli!