A ottobre abbiamo raccontato la storia di Pasta Julia di Spello, una realtà produttiva di eccellenza con quasi 30 anni di storia, gli ultimi dei quali purtroppo travagliati.
Tra i soci dell’impresa vi è anche la partecipata della Regione Umbria, Gepafin Spa, con il 23,39% del capitale.

Dopo un affitto di azienda del 2012 non andato a buon fine, nel 2015 si cercarono altre soluzioni per salvare il pastificio e i suoi dipendenti.
Dopo mesi di annunci e smentite, l’azienda fu affittata a Pastificio Fidelia Srl di cui risulta socia la famiglia Giardini (Stefano e Marco) e l’imprenditore Nico Valecchi (attraverso una sua società), titolare anche della precedente società affittuaria (in seguito intestata a Nunzio Pistilli) che risulta ora in fallimento.

A maggio 2015 i giornali celebrarono con toni trionfalistici il nuovo accordo che avrebbe dovuto prevedere “cinque anni di affitto e poi l’acquisto irrevocabile del complesso aziendale di Pasta Julia e del marchio per 4,6 milioni di euro”.
Nel 2016 la stampa esultava “crisi, tensioni e incertezze per il futuro non sembrano appartenere più al vocabolario di Pasta Julia” e i nuovi affittuari si ponevano l’obiettivo fare di Pasta Julia addirittura “il pastificio più grande del centro Italia”.

La realtà recentemente riportata dai giornali sembra però molto diversa, con dipendenti del pastificio che avrebbero lamentato addirittura di non ricevere gli stipendi.
Ai miei precedenti post Facebook avrebbe commentato anche Nico Valecchi fornendo una sua versione dettagliata della vicenda, di cui prendo atto e che potete leggere. Pur ascoltando e valutando tutte le differenti versioni, io cerco però di basarmi soprattutto sui documenti.
Ho voluto in particolare verificare la notizia secondo cui i nuovi affittuari non avrebbero pagato i canoni di affitto dovuti d’azienda alla società madre (con danno indiretto anche alla partecipata regionale Gepafin), notizia purtroppo confermata dalla Giunta al question time del 6 novembre in cui rispose che “corrisponde al vero il mancato versamento dei canoni, ma a fronte di crediti vantati per 125.000 euro per canoni ci sono le fideiussioni bancarie a suo tempo stipulate immediatamente attivabili dal liquidatore” oltre ad altre procedure di recupero di Gepafin verso altri soggetti.

Verificherò che sia stato fatto tutto il necessario da parte del liquidatore di Pasta Julia (PJ Srl in liquidazione) a tutela del patrimonio della società, trattandosi indirettamente di soldi di tutti i cittadini umbri.
Soprattutto, farò tutto quello che le mie prerogative consentono affinché venga salvata la produzione e i posti di lavoro, verificando l’operato di tutti gli attori coinvolti e pretendendo adeguate garanzie sul rispetto degli impegni assunti.

Non deve calare il silenzio sulla vicenda. Abbiamo perso troppe eccellenze in Umbria, anche per colpa dell’atteggiamento passivo di una parte della politica.