Quella del Fondo immobiliare “Monteluce” a Perugia è una storia infinita di cui ci siamo ampiamente occupati in questi anni sotto diversi aspetti: le perdite per decine di milioni di euro della Regione e Università, lo stato di conservazione degli edifici “nuovi”, le ricche parcelle ad uno studio legale romano, le commissioni pagate ai gestori e tanto altro.
Un aspetto particolarmente preoccupante riguarda però l’inquinamento delle aree da amianto e alcuni metalli pesanti.

Nonostante un costo che ammonterebbe a quasi 5 milioni di euro a carico di Regione e Università, la bonifica ancora non sarebbe completata. Parte dell’area fu però inaugurata già nel 2015.
Come potete leggere dalla nostra interrogazione, le delibere parlavano di recintare e isolare le aree contaminate: http://atti.crumbria.it/pdf/2018/N202209.PDF
È stato fatto? Quali sono le garanzie per l’incolumità di chi frequenta l’area?

Sull’odissea di Monteluce presto pubblicherò un DOSSIER, la sintesi di tre anni di ricerche e indagini basate sui documenti pubblici raccolti con fatica. Voglio che i cittadini umbri sappiano dove sono andati i loro soldi e chi decise tutto questo.

C’è però ancora tanto da ricostruire. Spero che su questa complessa vicenda le autorità competenti svolgano tutti gli approfondimenti al fine di verificare la correttezza delle scelte dei precedenti politici e dirigenti regionali, scelte che si sono rivelate disastrose per le finanze di Regione e Università, che tutti noi stiamo pagando.

 

INTERROGAZIONE MONTELUCE

NUOVA MONTELUCE A PERUGIA. AREA CONTAMINATA E BONIFICA INFINITA. QUALI I COSTI E GARANZIE PER LA SALUTE? PRESTO PUBBLICHERÓ UN DOSSIER Quella del Fondo immobiliare “Monteluce” a Perugia è una storia infinita di cui ci siamo ampiamente occupati in questi anni sotto diversi aspetti: le perdite per decine di milioni di euro della Regione e Università, lo stato di conservazione degli edifici “nuovi”, le ricche parcelle ad uno studio legale romano, le commissioni pagate ai gestori e tanto altro. Un aspetto particolarmente preoccupante riguarda però l’inquinamento delle aree da amianto e alcuni metalli pesanti. Nonostante un costo che ammonterebbe a quasi 5 milioni di euro a carico di Regione e Università, la bonifica ancora non sarebbe completata. Parte dell’area fu però inaugurata già nel 2015. Come potete leggere dalla nostra interrogazione, le delibere parlavano di recintare e isolare le aree contaminate: http://atti.crumbria.it/pdf/2018/N202209.PDF È stato fatto? Quali sono le garanzie per l’incolumità di chi frequenta l’area? Sull’odissea di Monteluce presto pubblicherò un DOSSIER, la sintesi di tre anni di ricerche e indagini basate sui documenti pubblici raccolti con fatica. Voglio che i cittadini umbri sappiano dove sono andati i loro soldi e chi decise tutto questo. C’è però ancora tanto da ricostruire. Spero che su questa complessa vicenda le autorità competenti svolgano tutti gli approfondimenti al fine di verificare la correttezza delle scelte dei precedenti politici e dirigenti regionali, scelte che si sono rivelate disastrose per le finanze di Regione e Università, che tutti noi stiamo pagando.

Publicada por Maria Grazia Carbonari en Miércoles, 16 de enero de 2019