Come un romanzo giallo a puntate, la  vicenda dei terreni di Collestrada si sta arricchendo di nuovi colpi di scena.

Già avevamo raccontato la storia della piccola società agricola “Margherita” (spero sia ispirato solo al nome del fiore) che con un capitale sociale di 1000 euro, quasi interamente detenuta da un trust con sede a Foligno, denominato “Stella” aveva comprato circa 1,6 milioni di euro di terreni a Collestrada dalle Opere Pie Riunite, poche settimane dopo che queste li avevano acquistati dal Comune di Perugia. Abbiamo poi visto la storia professionale di alcune persone titolari di questa società e trust. Un rapporto particolare tra “privato-pubblico”.

Oggi entra in scena un nuovo personaggio: la Comunità Montana del Trasimeno, tristemente nota per l’enorme “buco di bilancio” che ammonterebbe ad alcuni milioni di euro.

La Comunità Montana nel 2009 creò una società denominata “Collestrada Wood Spa” sottoscrivendo circa la metà delle azioni con il conferimento di terreni nella zona di Collestrada a Perugia per un valore di circa 1,5 milioni di euro. Il resto delle azioni era detenuto da soci privati. Indovinate un po’: uno di questi è la società “Aurora Srl” che sarebbe interamente detenuta proprio dallo stesso signore della nostra storia e dallo stesso “Trust Stella” di Foligno, lo stesso che attraverso la società agricola “La Margherita” aveva acquistato i circa 78 ettari di terreni dalle Opere Pie! Evidentemente questa persona deve proprio amare la incantevole zona di Collestrada vista l’immensa estensione di terreni detenuti…

Nel 2010 la Comunità Montana avrebbe ceduto a questi soci privati le proprie azioni. Qualcosa deve però essere andato storto perché dal “Piano di Liquidazione” risultarebbe un credito mai riscosso verso la società di tali “soci privati” per oltre 2,5 milioni di euro.

Il “Piano di risanamento” della società depositato alla Camera di Commercio fornirebbe ulteriori interessanti notizie. La “Collestrada Wood Spa” nel luglio 2018 avrebbe divuto vendere parte dei terreni e fabbricati a Collestrada ad una nota società che gestisce centri commerciali…

Il valore di mercato di tali immobili sarebbe stato stimato nel 2015 in oltre 5 milioni di euro, ma, secondo quanto scritto nel “Piano di risanamento”, la società li avrebbe dovuti vendere nel 2018 per circa 3,7 milioni. Nel contratto preliminare di compravendita la società acquirente avrebbe poi inserito come condizione “la trasferibilità dei diritti edificatori su altri terreni di proprietà del promissario acquirente … previa variante al Piano Regolatore Vigente” .

Il liquidatore della Comunità Montana nel 2018 avrebbe attivavo il pignoramento di parte delle quote della “Collestrada Wood” verso questi soci “privati”. La domanda però è: riusciremo a recuperare quei 2,5 milioni di euro di crediti? Chi pagherà l’eventuale scoperto? Perchè si sarebbero attesi anni per fare quel pignoramento? Soprattutto perchè la Comunità Montana all’epoca non avrebbe richiesto delle garanzie agli acquirenti???

La Comunità Montana del Trasimeno mi ha ufficialmente negato l’accesso ai documenti della procedura di pignoramento sostenendo che “seppure commissariata, è un ente locale … distinto e autonomo dalla Regione”.  Se così stanno le cose, allora mi auguro che non verranno a chiedere un euro alla Regione per coprire eventuali buchi di bilancio!

Ancora una volta, in queste “partnership in salsa umbra”, il socio “pubblico” (cioè tutti noi) sembra averci rimesso.

Ho depositato una interrogazione che potete leggere qui

Trattandosi di soldi e beni pubblici, pretendiamo risposte.

20190418 Interrogazione su Comunità montana Trasimeno e Collestrada Wood