La soppressione delle comunità montane, annunciata anni fa, è “congelata” da moltissimo tempo durante il quale ha operato anche l’Agenzia forestale regionale (AFOR). L’ennesimo esempio di annunciata “razionalizzazione” poi tradotta in “duplicazione”.
Nella “attuale fase di transizione” la Regione erogherebbe ogni anno alla gestione commissariale delle comunità montane svariati milioni di euro per la “copertura delle incomprimibili spese di funzionamento, in primo luogo di quelle per il pagamento degli stipendi al personale in servizio”.

A dicembre 2018 gli assessori avrebbero firmato assieme ai sindacati un protocollo di intesa per il trasferimento di oltre 150 dipendenti delle Comunità Montane dell’Umbria nell’Agenzia forestale regionale (AFOR).

Tale protocollo d’intesa, inserito nella DGR 879/2019, prevederebbe in particolare che “il personale delle disciolte Comunità Montane è trasferito nella posizione giuridica ed economica posseduta alla data del trasferimento, compreso il salario accessorio, e che il finanziamento delle spese del personale è autorizzato fino alla data di collocamento in quiescenza…”.

Casualmente, proprio in questi giorni varie comunità montane starebbero emanando bandi per creazione di “posizioni organizzative” o “progressione economica orizzontale”.

Bandi di breve durata (anche 8 giorni) con requisiti molto elastici (addirittura si scriverebbe “24 mesi di servizio” e “non essere incorsi in sanzioni disciplinari”, considerando “rapporto di lavoro è tempo parziale a tempo pieno”). Non ho trovato traccia di queste delibere nelle sezioni “Amministrazione trasparente” dei siti web delle comunità montane dove dovrebbero essere pubblicati, forse sono poco pratica io o forse non sono “aggiornati”…

Ho depositato una interrogazione alla Giunta in merito alla vicenda: 20190508 Interrogazione scritta su personale Comunità Montane dell’Umbria

Provvederò a segnalare la vicenda anche ai liquidatori delle comunità montane, alla Corte dei Conti e altre Autorità, affinché possano verificare la regolarità di tali procedimenti con i dirigenti firmatari, oltre a chiarire le ragioni di merito, temporali, procedurali e di trasparenza.

Tali procedure dovrebbero a mio avviso essere motivate solo dalla reale necessità di un maggiore impegno lavorativo (che trovo difficile da comprendere in comunità montane in liquidazione) e vorrei avere garanzia che tali bandi siano ampiamente pubblicizzati, per congrui periodi di tempo, in modo da essere aperti al maggior numero di soggetti e in modo che la selezione avvenga con la massima trasparenza possibile.
Attendiamo i chiarimenti dalla Giunta e dalle Autorità.

Fermo restando che condivido la necessità di salvare i posti di lavoro e valorizzare al meglio tali risorse umane, trovo molto curiose queste improvvise massicce promozioni di dipendenti, che in forza di tali “progressioni” dovrebbero percepire maggiori emolumenti una volta approdati in AFOR, alla faccia dei dipendenti dell’Agenzia che da anni vi operano.