Dopo mesi di approfondimenti e studi di documenti, oggi pubblico il mio dossier sulla liquidazione delle comunità montane umbre.

Sono passati ormai circa 8 anni dalla “riforma” che avrebbe dovuto accorparle nella Agenzia Forestale Regionale (AFOR). Come spesso accade in Umbria, la “razionalizzazione” è degenerata in “confusione” e “duplicazione” di costi e poltrone.

Le comunità montane sarebbero dovute essere liquidate, ma sono emersi rilevanti problemi finanziari, in particolare per la Comunità montana del Trasimeno con un buco di bilancio di milioni di euro.

A pagare questa somma immensa saranno i cittadini umbri…

Grazie ai documenti e all’assistenza dei liquidatori, ho approfondito le cause di tale disastro, ricostruendo un passato di scelte assurde:

  • acquisti di vasti terreni fuori dal territorio di competenza (forse per avere il pretesto per assumere squadre di operai forestali?);
  • operazione “Collestrada Wood” con soci privati (già oggetto di un mio approfondimento);
  • acquisti di immobili, ristrutturati a spese della comunità montana, poi abbandonati o dati in custodia gratuita a società che vi gestirebbero un albergo (Lupaia Country House);
  • acquisto vivaio nella zona potenzialmente inquinata di Pietrafitta;
  • mutui contratti dalla comunità montana a beneficio del comuni soci (questi ripagavano le rate, ma indicavano tali debiti nei loro bilanci “virtuosi”?).

Sto approfondendo anche strani casi di promozioni, posizioni organizzative e trasferimenti di personale delle comunità montane verso AFOR e il “nucleo di liquidazione”.

Un caso riguarderebbe addirittura un dipendente che avrebbe vinto una procedura senza neppure aver chiesto di parteciparvi!

I dipendenti avranno pari opportunità oppure, ancora una volta, la “riorganizzazione perenne” degli enti sarà il pretesto per promuovere e arricchire soltanto alcuni, casualmente legati al potere politico?

Qui potete legge il dossier completo:

DOSSIER Comunità Montane Umbre – Luglio 2019