Non sarebbe il sogno di ognuno poter giocare i numeri del lotto dopo l’estrazione?
Per molti dirigenti e direttori della Regione Umbria sembrerebbe essere proprio così.

Non soltanto sono stati erogati ricchi premi centinaia di migliaia di euro, ma questi sarebbero stati pagati per il raggiungimento di “obiettivi” che in molti casi erano generici e persino fissati a fine anno!
Ho scritto molto su questa assurdità, ma pare che poco sia cambiato…

Per paradosso tale comportamento rischia di disincentivare proprio quei dirigenti e direttori che lavorano tanto e bene.

Discorso analogo riguarda i “mini-dirigenti”. La Regione Umbria al 31/12/2017 aveva ben 252 posizioni organizzative. La Corte dei Conti segnala da anni “la non adeguata proporzione tra le posizioni organizzative presenti in Regione ed il numero del personale in servizio”, che è calato leggermente “dal precedente 3,1 al non più favorevole 3,5 attuali”.
Oltre al numero sproporzionato, andrebbe poi riformata la procedura di assegnazione delle posizioni organizzative, imponendo requisiti oggettivi come laurea, assenza di condanne ed esperienze documentate. La scelta va dettagliatamente motivata per evitare favoritismi.
Inoltre tali posizioni organizzative dovrebbero essere assegnate a persone sempre diverse, non sempre alle stesse persone spostate da un ufficio all’altro! Ciò sia al fine di dare tale beneficio economico a più persone meritevoli, sia per prevenire pericolosi consolidamenti di potere.

La Corte dei Conti in occasione della Parifica 2017 evidenziava senza mezzi termini che “la Relazione annuale del Presidente della Regione sul sistema dei controlli interni e sui controlli effettuati nell’anno 2016 non può considerarsi esaustiva e non consente di valutare né la concreta attuazione dei controlli esercitati, né tantomeno la loro efficacia”.

Il primo passo per una vera riforma regionale dovrebbe quindi riguardare il sistema di valutazione del personale dirigenziale.
Non deve esistere alcuna pericolosa commistione tra “politico” e “dirigente”, indipendentemente da chi governa la Regione.30