Lo stato critico del trasporto pubblico locale, ulteriormente peggiorato negli scorsi mesi, richiede soluzioni immediate.
In Umbria purtroppo si è spesso costretti ad utilizzare i mezzi di trasporto privati, con conseguenti maggiori costi, traffico, inquinamento, incidenti e usura delle strade.

In primo luogo servirebbero investimenti immediati sulle infrastrutture, sui servizi di trasporto e sul personale, costretto spesso a lavorare in condizioni difficili. Milioni di euro sarebbero subito ottenibili tagliando dal bilancio regionale sprechi e favori, da me elencati in questi anni.

Servirebbero inoltre immediate e consistenti riduzioni del prezzo degli abbonamenti delle ferrovie e autobus, oggi troppo costosi rispetto al servizio ricevuto. La Regione dovrebbe inoltre stipulare convenzioni con enti pubblici e privati per garantire benefici aggiuntivi (voucher, sconti, biglietti omaggio, ecc.) ai possessori di tali abbonamenti.

In una Regione poco densamente abitata come l’Umbria una soluzione complementare sarebbe anche la creazione di un servizio di “car-sharing” con prezzi competitivi e mezzi poco inquinanti, utile soprattutto per quelle persone non raggiunte dai mezzi pubblici che necessitano saltuariamente dell’automobile.

La mobilità elettrica va inoltre incentivata non con la propaganda vuota, ma con vantaggi concreti in grado di compensare i maggiori costi: maggiori punti di ricarica, esenzione dal bollo per sempre, accesso ZTL, energia elettrica e parcheggi gratuiti in tutta l’Umbria.

Serve inoltre un dialogo vero con le tante associazioni di pendolari, troppo spesso ignorate o illuse con false promesse. Tante loro proposte di buon senso potrebbero e dovrebbero essere subito applicate.