In Umbria viviamo la paradossale situazione in cui mancano alloggi popolari e al contempo il mercato immobiliare è in fortissima crisi.

Pochi mesi fa la Borsa del Mercato Immobiliare dell’Umbria riferiva di prezzi degli immobili ai minimi storici, compravendite sostanzialmente ferme e una “mutazione radicale della filosofia di acquisto dello spazio residenziale”.
Mentre nel resto dell’Italia nel primo semestre 2018 le compravendite sarebbero aumentate del 10,7%, in Umbria sono sostanzialmente ferme al +0,7%, dopo una crisi quasi decennale.

Il comparto immobiliare rappresenta una componente decisiva e trainante per l’economia e il tessuto sociale della nostra regione.
Sostenere il settore non significa però continuare a costruire e consumare suolo, ma valorizzare e utilizzare i tanti immobili già esistenti, così da sostenere anche l’indotto delle ristrutturazioni.

Una soluzione che ho proposto anni fa consiste nell’acquisto di immobili da parte delle Regione per destinarli a edilizia residenziale popolare, così da sostenere il settore e far fronte alle liste di attesa di alloggi, ferma restando la necessità di controlli.

I benefici sarebbero triplici: si fornirebbero alloggi popolari, sostegno al mercato immobiliare umbro e sarebbe un buon investimento per il patrimonio regionale visti gli attuali prezzi bassi.